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PNEUMATICI FUORI USO (PFU): LA FILIERA DEL RICICLO

Pubblicato in Pneumatici da , giovedì 14 maggio 2015 0

Gli pneumatici fuori uso o PFU possono costituire un interessante argomento di conversazione quando sedete dal gommista ed attendete il fatidico cambio gomme. Essere informati sulla filiera che conduce gli pneumatici dalla produzione allo smaltimento può non guastare.

Pneumatici o rifiuti? La responsabilità del produttore/detentore di rifiuti

Nel momento in cui decidete di visitare un’officina meccanica attrezzata per il cambio gomme, conferite al gommista il compito di valutare se lo pneumatico usato sia ancora reimpiegabile o ricostruibile. Nel momento in cui il gommista decide di disfarsi della gomma usata, la gomma diventa ufficialmente un rifiuto, definito tecnicamente “pneumatico fuori uso o PFU”.

Cosa genera questo? Dal punto di vista del Codice Ambientale l’atto di disfarsi dello pneumatico,  rende  il gommista un produttore/detentore (per distinguerlo dal produttore/importatore) di rifiuti e lo obbliga a garantire il corretto recupero o smaltimento degli pneumatici fuori uso. Tale obbligo può essere assolto conferendo gli pneumatici fuori uso a soggetti autorizzati o al servizio pubblico di raccolta, previa apposita convenzione.

In questo punto, si differenzia la responsabilità del gommista in merito alla destinazione finale degli pneumatici fuori uso:

  • Nel caso di conferimento degli pneumatici fuori uso al servizio pubblico di raccolta, la responsabilità del gommista per la corretta gestione dei rifiuti viene immediatamente esclusa.
  • Nel caso in cui la consegna avvenga a favore di soggetti terzi autorizzati, il gommista resta responsabile dei rifiuti fino a che non sia avvenuto – ed egli non possa certificare attraverso un apposito formulario – l’arrivo a destino degli pneumatici fuori uso.

Pneumatici fuori uso o PFU. La responsabilità dell’utilizzatore.

Chi paga lo smaltimento/riciclo degli pneumatici fuori uso? Gli utilizzatori del bene, cioè noi.

La responsabilità dell’utilizzatore del bene, si stabilisce da subito, nel momento dell’acquisto del treno di gomme che state facendo montare al gommista di cui sopra. Quello con cui state esibendo le vostre conoscenze in materia di rifiuti speciali!

Come si esplicita la nostra responsabilità? Semplice, nel pagamento al venditore (sia esso il gommista o un sito internet) dell’ormai noto contributo per gli pneumatici fuori uso. Il nostro contributo serve ad accompagnare lo pneumatico fuori uso alla sua vita futura.

La dimensione del contributo varia a seconda dei consorzi che si prendono cura dello smaltimento/riciclo degli pneumatici fuori uso. In generale, per le auto, varia da 2,35 Euro a 2,90 Euro.

Pneumatici fuori uso: la responsabilità del produttore/importatore

Come è possibile sapere se tutti gli pneumatici fuori uso sono stati avviati alla corretta fine? Da questo punto di vista, il Codice Ambientale pone un obbligo in capo al produttore/importatore, cioè a colui che immette sul mercato il bene da cui originerà il rifiuto.

Il produttore/importatore di pneumatici ha l’obbligo di smaltire, direttamente o attraverso enti terzi, normalmente consorzi, un quantitativo di pneumatici fuori uso pari al quantitativo di gomme nuove immesse sul mercato nell’anno precedente.

Pneumatici fuori uso: l’importanza del riciclo

I consorzi destinati a prendersi cura dello smaltimento/riciclo degli pneumatici fuori uso hanno l’obiettivo di entrare in controllo del 100% di PFU entro la fine del 2013. Questo è un obiettivo sfidante quanto importante perché gli pneumatici fuori uso ammontano annualmente a 400.000 tonnellate di rifiuti speciali che possono essere convertiti in energia o materiali di altra natura (v. il playground nella fotografia). Per il bene di tutti. Nostro, dell’ambiente e del Pianeta.

Per approfondimenti, visitate il sito http://www.reteambiente.it/.

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