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PFU: IL RICICLO NELLE PAVIMENTAZIONI STRADALI

Pubblicato in Pneumatici da , giovedì 14 maggio 2015 0

E’ credo noto, ormai da tempo, l’uso di pavimentazioni stradali che includono nella propria composizione i PFU. O meglio, il polverino proveniente dai PFU dopo opportuna lavorazione affinché sia possibile il riciclo.

PFU: dove tutto è iniziato

La rete viaria di un paese è certamente uno dei beni più importanti date le esigenze di alta mobilità fisica di cose e persone. Ovvia conseguenza, sono le ingenti somme che vengono ogni anno destinate alla messa in opera di nuove vie, alla manutenzione dei tratti stradali esistenti ed alla ricerca e sviluppo di nuovi materiali sempre più performanti. In quest’ottica, l’utilizzo di materiali riciclati, come è il caso dei PFU, nella composizione dei bitumi destinati alle pavimentazioni stradali mette insieme l’esigenza di ridurre il consumo di materie prime e il riutilizzo di rifiuti.

Neanche a dirlo, la comparsa del polverino di PFU nelle pavimentazioni stradali risale agli anni ’90 negli Stati Uniti. Grazie ad una norma federale che regolava la presenza di polverino di PFU nelle pavimentazioni stradali, gli Stati Uniti si sono fatti pionieri di una tecnologia che ha fatto scuola anche in Europa. Ben conosciute e molto significative sono le esperienze in stati quali Arizona, California, Texas e Florida ove le miscele contenenti PFU sono ormai pratica standard.

In Europa, tali pavimentazioni hanno avuto successo solo molto più tardi ed a partire dal nord Europa (Scandinavia, Germania, Olanda). La prima iniziativa in Italia risale al 2008 ed è della provincia di Torino.

PFU: le tecnologie “dry” e “wet”

Due sono le tecnologie attraverso le quali è possibile integrare il polverino da PFU nelle pavimentazioni.

Dopo essere ridotto in forma granulare con apposita tecnologia, i PFU sono integrati nelle pavimentazioni superciali secondo due tecnologie:

  • “dry”, la meno amata e meno diffusa, nella quale il polverino da PFU sostituisce una parte dei componenti;
  • “wet”, mediante la quale il polverino da PFU viene disperso all’interno del bitume.

Quale che sia la tecnologia utilizzata, si rilevano alcune caratteristiche proprie di queste pavimentazioni:

  • elevata resistenza alle deformazioni, alle fessure, all’acqua;
  • elevata aderenza disponibile all’interfaccia pavimentazione-pneumatico anche in condizioni metereologiche sfavorevoli;
  • sensibile riduzione della rumorosità da rotolamento.

PFU: il tronco pilota Borgaro-Venaria e conclusioni

La realizzazione del tronco pilota di Borgaro-Venaria ha dato vita a numerose rilevazioni che hanno confermato la validità di questa tecnologia, dando il via al reimpiego delle pavimentazioni contenenti polverino da PFU costituite con tecnologia “wet”. Purtroppo, ancora troppo poco è stato fatto in Italia, ma contiamo su un futuro più “green” per tutti!

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