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Che cosa cambia con i sensori di pressione dei pneumatici.

Pubblicato in Notizie da , giovedì 26 marzo 2015 0

L’obbligo europeo sui sensori di pressione

Dal 1 ° novembre 2014 tutte le vetture devono essere equipaggiate con il sistema TPMS che monitora la pressione dei pneumatici per aiutare a risparmiare carburante e aumentare la sicurezza.

Il sensore di per se ha la dimensione di una moneta da 50 cent, ma la sua incorporazione in un treno di pneumatici costa centinaia di euro. L’automobilista percepisce già una fregatura. Attraverso i social network infuria un’ondata di polemiche contro il nuovo obbligo prescritto a livello Europeo e contro tutti i nuovi sistemi di monitoraggio elettronico della pressione dei pneumatici per auto (TPMS).

Ma questo obbligo di dotare le nostre auto di sensori potrebbe anche portare a qualcosa di buono.

Nel nostro mondo sempre più digitalizzato le auto controllano da sole il livello dell’olio del motore, accendono da sole le luci ed il tergicristallo, ci dicono quando è il momento di fare manutenzione e spesso frenano per conto nostro se rilevano un ostacolo imminente. È importante sottolineare che la maggior parte degli automobilisti sottovaluta il rischio di una gomma a terra. Secondo gli automobile club di mezza europa i danni ai pneumatici sono la terza più frequente causa di richiesta di assistenza dopo i danni alla batteria ed i difetti elettrici. Inoltre il 75 percento di tutte le forature sono il risultato di una lenta diminuzione di pressione.

La storia del pneumatico è iniziata con gli esperimenti di John Boyd Dunlop sulla bicicletta del figlio nel 1888. Il primo pneumatico per bicicletta è stato brevettato un anno dopo. Gli automobilisti hanno dovuto aspettare qualche anno in più ed Eduard Michelin che nel1895 ha inventato i pneumatici per auto, i veicoli di allora rombavano da anni con gomme dure estremamente scomode dove la gomma era incollata direttamente al cerchio in legno, immaginate la comodità sulle strade sconnesse dell’epoca.

Grazie a Michelin, il pneumatico diventa emancipato, si libera dall’abbraccio del cerchio e diventa fondamentale la sua pressione. Mercedes è stata la prima, per la sua W06 serie (1924-1929) a fornire specifiche esatte al utente riguardo la pressione ottimale nelle “ruote a raggi con pneumatici a palloncino cavo a bassa pressione in acciaio”.

Il rapporto tra il conducente e quei rotoli di gomma nera è piuttosto freddo oggi. L’automobilista medio non controlla molto spesso la pressione dei propri pneumatici, il 75% non la controlla mai.

Nonostante le case di produzione e tutte le istituzioni coinvolte consiglino di controllare la pressione dei pneumatici almeno una volta al mese, ed anche settimanalmente durante la transizione tra la stagione calda e fredda.

È paradossale come oggi che ci si appassiona per pneumatici extra large e grandi ruote, per molti piloti le ruote siano diventate più un importante accessorio di moda che un elemento fondamentale della sicurezza della propria auto.

I pneumatici non sono studiati solo con l’obbiettivo di abbellire la propria auto, sono un elemento fondamentale per la sicurezza, sia in frenata che in accelerazione ed in curva. Per mantenerli in piena efficienza è necessario sporcarsi le dita per girare quelle valvole. Ma la realtà è che quasi nessuno è interessato alla pressione ottimale dell’aria nei propri pneumatici

La nuova legge europea si applica solo alle nuove auto

La nuova legge europea si applica solo a chi acquista una nuova auto, questa deve essere dotata di sensori di pressione. Gli esperti consigliano i cosiddetti sensori diretti. A differenza dei vecchi sistemi che catturano solo le rotazioni delle ruote e quindi la circonferenza di rotolamento dei sensori ABS, i sensori di pressione a misura diretta sono più veloci e più precisi.

Montato sulla valvola o bloccato dentro il battistrada dei pneumatici, registrano anche la temperatura delle gomme. Non devono essere riprogrammati nuovamente quando si cambiano i pneumatici. I dati vengono inviati via radio alla centralina – l’alimentazione elettrica è garantita da batterie integrate con una vita di sei o sette anni.

Meno emissioni di CO2, spazio di frenata più breve

I costi del carburante diminuiscono di € 65 durante l’arco di vita di un set di pneumatici grazie alla garanzia di una pressione ottimale, e la durata dei pneumatici aumenta del 45 per cento. In sostanza con una percorrenza media annua di 14210 km, gli automobilisti vedono ripagati i costi aggiuntivi dopo tre anni.

Pneumatici correttamente gonfiati non solo durano più a lungo, ma riducono anche il consumo di carburante e le emissioni di CO2. Già 0,2 bar in meno di quanto necessario aumenta il consumo di carburante del cinque per cento verso l’alto. L’automobile club tedesco ADAC parla di 0,4 litri / 100 km di consumo in caso di soli a 0,5 bar mancanti.

Continental ad esempio, sostiene che ogni anno, con tutti i pneumatici auto correttamente gonfiati risparmieremmo più di dieci milioni di tonnellate di CO2 in Europa. E sottolinea un altro vantaggio: le distanze di frenata più brevi. A 100 km / h una vettura con una pressione ottimale dei pneumatici si arresta su asfalto bagnato dopo 50 metri. Con mezz bar in meno di pressione, la distanza di frenata si allunga di sette metri.

Le statistiche sugli incidenti ci mostrano quanto sia grande il beneficio di un sistema di controllo della pressione: cinque anni dopo l’introduzione di sistemi TPMS per le auto nuove a causa della perfetta pressione dei pneumatici gonfiati avremo avuto 200.000 incidenti in meno (corrispondenti a 33.000 feriti e 660 morti). Ed un risparmio giornaliero di 13,2 milioni di litri di carburante.

In Europa, le cifre sono allarmanti. Circa il 35 per cento di tutti i pneumatici sono gonfiati insufficientemente con circa 3,1 miliardi di litri di carburante in Europa che sarebbe sprecato ogni anno.

Questi effetti positivi non sono immaginari, ma calcolati sulla base delle statistiche riscontrate dopo l’adozione di sistemi di monitoraggio della pressione dalle flotte aziendali e da alcune società di noleggio auto.

Il futuro dei sensori nei pneumatici

Presto vedremo l’adozione di numerosi altri sensori per i pneumatici, sono in corso le sperimentazioni di diversi produttori di pneumatici, di sensori in grado di rilevare aquaplaning, perdita di aderenza laterale, sovraccarico, profondità del battistrada. Alcuni potremmo vederli già in commercio nel 2017 secondo Continental.

Nelle competizioni i sistemi di monitoraggio della pressione dei pneumatici sono impiegati da tempo ed hanno dimostrato tutta la loro efficacia, tanto da essere considerati oggi una garanzia di successo. Alla 24 Ore di Le Mans nel 2011 ad esempio, nella fase finale l’Audi R18 TDI del pilota André Lotterer ha rilevato improvvisamente una foratura ed una lenta perdita di pressione di uno dei pneumatici. Grazie ai sensori di pressione la gestione del team ha preso la decisione di fondere il cambio gomme con l’ultima tappa di rifornimento di carburante. Lotterer doveva solo ridurre leggermente il ritmo e risparmiando un’altra fermata ha potuto vincere la gara.

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