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Come funziona il rotolamento dei pneumatici?

Pubblicato in Consigli, Pneumatici da , mercoledì 16 gennaio 2019 0

Fra i parametri da considerare prima di acquistare pneumatici per la propria vettura vi è la resistenza al rotolamento, aspetto al quale i produttori di gomme prestano sempre maggiore attenzione poiché incide significativamente sui consumi di carburante; avere a bordo pneumatici affidabili ed efficienti è fondamentale, e lo è altrettanto che dispongano di una bassa resistenza al rotolamento, riducendo in tal modo i consumi del veicolo. Questo perché circa il 20% del carburante viene consumato per superare la resistenza al rotolamento, vale a dire che per ogni cinque pieni di carburante, uno è destinato unicamente a vincere la resistenza dovuta al rotolamento.

Certo, per un automobilista non è semplice comprendere il grado di incidenza sul consumo della resistenza al rotolamento di un modello di pneumatico e la dicitura “bassa” fornisce solamente un’indicazione superficiale tutt’altro che esaustiva. Per comprendere meglio ciò di cui si parla, è bene precisare che con la definizione “resistenza al rotolamento” si intende la forza che si oppone al moto della gomma, la quale tende a deformarsi nel punto di contatto col fondo stradale per via del peso della vettura che deve sopportare. Tale deformazione comporta una perdita di energia e per contrastarla il motore è chiamato a compiere uno sforzo supplementare, incrementando così i consumi del carburante. La resistenza totale è data per il 60% dall’aria, per il 20% da resistenze di tipo meccanico e per il restante 20% dalla resistenza, appunto, del rotolamento delle gomme. Per aiutare a capire in termini numerici quanto la resistenza al rotolamento incide sui consumi, basti sapere che ridurre tale resistenza del 6% consente di diminuire i consumi di circa l’1%. Va precisato che non si può azzerare del tutto la resistenza al rotolamento, è però possibile limitarla in maniera tale da contenere i consumi di carburante.

L’evoluzione nel campo della resistenza al rotolamento

Alla base della resistenza al rotolamento c’è il rapporto fra chilogrammi e tonnellate, ovvero la forza necessaria per spostare il peso della vettura. I progressi ottenuti grazie alla tecnologia soprattutto negli ultimi tre decenni sono stati impressionanti; gli addetti ai lavori sottolineano il fatto che circa trenta anni fa erano necessari 30 chilogrammi di forza per poter muovere un veicolo del peso di 1 tonnellata, mentre al giorno d’oggi ne sono sufficienti meno di 10, proprio per via del lavoro di ricerca e sviluppo effettuato nell’ambito della resistenza al rotolamento. Alla base dei pneumatici che vantano una bassa resistenza al rotolamento c’è dunque un complesso lavoro tecnologico che ha permesso di raggiungere risultati eccellenti, è dunque inevitabile che il costo di questi prodotti sia più elevato. Tale spesa però si traduce in un risparmio consistente già a medio termine, poiché garantisce un minor consumo di carburante. Ecco perché questo parametro non deve essere assolutamente trascurato nel momento in cui si valuta l’acquisto di nuovi pneumatici, in quanto insieme ad affidabilità e prestazioni da parte delle gomme è possibile anche ottenere un certo risparmio usufruendo di un ridotto consumo di carburante.

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