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Arrivano gli hacker delle auto

Pubblicato in Mondo motori, Notizie da , giovedì 2 aprile 2015 0

L’automobile è ormai diventata un apparato iper-tecnologico connesso alla rete, e le innumerevoli centraline che la controllano sono dei potenti elaboratori elettronici in grado di gestirne le principali funzioni.

Tutto questo rende l’automobile non più una pura e semplice utilitaria, ma un vero e proprio sistema informatico complesso, in grado di elaborare una grande quantità di informazioni per gestire propriamente l’iniezione, l’accensione e tutte le altre impostazioni tecnico meccaniche utili per il funzionamento efficace della vettura.

Questa trasformazione apre oggi scenari inquietanti poiché, come sistema controllato dall’elettronica, l’automobile è oggi potenzialmente violabile dai moderni pirati tecnologici: gli hacker. Da qui nascono quegli scenari, prima impensabili, che vedono profilarsi il rischio di malintenzionati che possano prendere il controllo completo del veicolo, comandandone da remoto gli apparati vitali: volante, acceleratore e freni.

L’auto connessa alla rete: quanto l’internet of things da opportunità si trasforma in minaccia.

Auto tecnologicheL’automobile oggi è anche un oggetto connesso alla rete: le case produttrici utilizzano la connettività mobile per aggiornare i software di base degli apparati on board, o per acquisire informazioni utili da diffondere attraverso la strumentazione di bordo, come le informazioni sul traffico o altri dati utili.

Applicando quindi il paradigma tecnologico del futuro, ossia quell’internet of things, che letteralmente significa l’internet delle cose, e che sta a indicare la crescente diffusione di oggetti d’uso comune che acquisiscono e scambiano informazioni con la rete.

Le vetture di oggi sono state fra i primi oggetti a sfruttare questo nuovo concetto, per scambiare con la rete informazioni utili per il viaggio. Ma questa innovazione tecnologica nasconde anch’essa un’insidia, la possibilità da parte di malintenzionati di sfruttare la rete per violare i sistemi di bordo dei veicoli connessi.

Ecco che quindi, come in tutte le cose, il rovescio della medaglia si mostra anche in questi ritrovati che nascono essenzialmente per fornire servizi evoluti e innovativi ai guidatori, ma che in realtà aprono anche la porta a nuove insidie.

È di pochi giorni fa la notizia che un ragazzino americano di 14 anni, con materiale elettronico acquistato per soli 15 dollari sia riuscito a violare i meccanismi di sicurezza di numerose auto.

Uno scenario apparentemente fantascientifico

Hacker auto al lavoroSebbene a molti un tale scenario possa apparire un remoto delirio fantascientifico, di recente alcuni esperti d’informatica hanno voluto dimostrare come una tal evenienza fosse in realtà meno remota di quanto si possa immaginare: essi sono riusciti, a titolo dimostrativo, a prendere il controllo del volante e del sistema frenante di una toyota prius, il tutto collegando un portatile alla presa diagnostica di quest’autoveicolo.

Nonostante tutto questo la situazione è meno preoccupante rispetto a quanto si possa pensare. I due principali sistemi di gestione dei veicoli sono tenuti rigorosamente separati. Da una parte un sistema connesso, che comunica con l’esterno, che però controlla e gestisce apparati secondari e tutti i sistemi d’intrattenimento o di servizio per il viaggio: radio, navigatore, chiusure centralizzate, ecc.

Dall’altra parte invece ci sono i sistemi che regolano gli apparati vitali, che non sono connessi in internet, e che quindi non possono essere violati dall’esterno del sistema. Una situazione quindi più che rassicurante, che ci consente di continuare a guidare le nostre autovetture in piena tranquillità.

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